venerdì 9 novembre 2018

Gnocchi alla pancetta e zafferano



"Non posso più andare avanti Joe, non posso, non ce la faccio, sono stanca di umiliarmi tenendoti il cappotto, preparandoti le pillole e togliendoti le briciole dalla barba, per poi essere messa in un angolo con le altre mogli a organizzare uscite per lo shopping, mentre tu... mentre tu dici a tutti quegli incensatori che ti circondano, che tua moglie non scrive? .... Tua moglie? Che ha appena vinto il premio Nobel?"
Tratto dal film "The wife - vivere nell'ombra".

Quello che ho riportato è lo sfogo di Joan, moglie di Joe, co-protagonista del film "The Wife - vivere nell'ombra", interpretata da Glenn Close.
Questo monologo durato meno di un minuto, ed arrivato dopo oltre un'ora di film dal sapore soporifero, è bastato da solo a giustificare i soldi spesi per il biglietto di ingresso al cinema.

"The wife - vivere nell'ombra" è un film del 2017 uscito nelle sale italiane il 04 ottobre 2018 che nelle prime 3 settimane di programmazione ha incassato poco meno di 1 milione di Euro.
Attratta dal titolo, che mi sembrava anticipare un thriller mozzafiato, nonché dalla presenza della dea del cinema Gless Close (che in quanto a thriller sa il fatto suo), qualche giorno fa sono andata al cinema a guardarlo.
Dopo questa esperienza, non proprio entusiasmante, ho deciso che la prossima volta non mi lascerò incantare né da un titolo promettente nè da un cast stellare e leggerò con attenzione la trama e le recensioni prima di acquistare il biglietto.
Vediamo se riesco ad essere più chiara!

Il film comincia mostrando una coppia di mezza età felice e ancora volenterosa di scambiarsi delle coccole amorose.
Poi arriva la telefonata che cambia tutto: il marito, Joe, scrittore di successo, viene insignito del premio nobel per la letteratura.
Sono entrambi felicissimi di questa notizia e partono per Stoccolma, insieme al figlio sfigato, scrittore anche lui, il quale crede che il padre non lo ritenga alla sua altezza.
Joan, Glenn Close, è non solo una moglie devota, ma anche una madre amorevole che cerca in tutti i modi di risollevare il morale al figlio e di favorire un legame tra lui e suo padre.
Ad un certo punto ci sono dei flashback sul passato della coppia che svelano che Joan da giovane era una scrittrice dotata di grande talento che era stata costretta a farsi da parte: le era stato detto che nessuno avrebbe acquistato dei libri scritti da una donna e pertanto si era deciso di investire sulla carriera, molto più promettente, di Joe.
Man mano che la sera della premiazione si avvicina, il rapporto tra Joan e Joe va sempre più incrinandosi, fino a quando lei ha uno sfogo senza precedenti.
Vomita contro il marito tutto il suo malcontento e la sua frustrazione, non accetta più di vivere nell'ombra e gli rinfaccia di essersi preso i meriti del suo lavoro e di averla ripagata con svariati tradimenti.
Ebbene sì, è sempre stata Joan l'autrice dei libri di successo attribuiti a Joe.
Avete presente la frase fatta : "dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna?"
In questo caso la frase calza a pennello!

Se non fosse stato per quell'unica scena davvero avvincente, il film sarebbe stato di una noia mortale.

Ho sempre amato andare al cinema, ho sempre pensato che i film guardati sul grande schermo assumano un fascino diverso rispetto agli stessi film visti in tv.
Per quanto però il cinema riesca ad abbellire il tutto, nell'ultimo periodo sta diventando sempre più difficile trovare dei film che siano all'altezza delle mie aspettative: o sono di una noia mortale oppure hanno talmente tanti effetti speciali che quando esco dal cinema ho gli occhi psichedelici.
Se fossi stata a casa anziché al cinema, dopo neanche un quarto d'ora di film avrei usato il mio amato telecomando e avrei fatto un pò di zapping (benedetto zapping!).
Dove sono finiti quei film che ti tengono incatenata alla poltrona con il fiato sospeso, tesa come una corda di violino, e che ti inducono a mangiare forsennatamente quintali di popcorn mentre ti chiedi ogni momento "chissà cosa accadrà adesso... come andrà a finire?"

Uscita dal cinema, sono tornata a casa ed ho preparato un primo piatto con alcuni ingredienti che avevo già a disposizione (il mio caro comfort food).
Mentre cucinavo, sentivo quella gioia e quel mix di emozioni che hanno riportato in vita quella piccola vocina sopita, che non sento ormai da un pò al cinema, che mi sussurrava insistentemente "chissà come andrà a finire? Verrà fuori qualcosa di buono?"
Ho impiattato e servito i miei gnocchi alla pancetta e zafferano e sono rimasta in trepidante attesa, con la stessa emozione di un regista alla prima del film che ha diretto, del giudizio dei miei commensali, che alla fine non hanno avuto bisogno di dire nulla avendo spazzolato il contenuto del piatto in tempi record.
Direi che gli gnocchi alla pancetta e zafferano, a differenza del film "The wife - vivere nell'ombra", hanno superato la prova.

Ingredienti:
500g di gnocchi di patate
1 bustina di zafferano
100g di pancetta arrotolata piccante
150g di panna da cucina
Olio e.v.o.  q.b.

Procedimento:
mettere sù l'acqua per gli gnocchi: il tempo che arrivi a bollore sarà sufficiente per preparare il condimento.
Sfilacciare la pancetta e rosolarla in una padella ntiaderente con un pò di olio e.v.o. (io ne ho usato circa 10g) fino a che diventa croccante.
Prelevarne un pò e tenerla da parte.
Aggiungere alla pancetta rimanente la panna da cucina e una tazzina di acqua calda, prelevata dall'acqua di cottura degli gnocchi, e cuocere a fuoco basso per un minuto circa.
Lessare, intanto, gli gnocchi e quando vengono a galla, scolarli ed unirli al condimento e mantecare gli stessi ( o spadellare) per un minuto circa.
Servire gli gnocchi alla pancetta e zafferano guarnendone la superficie con la pancetta croccante tenuta da parte.


mercoledì 31 ottobre 2018

Torta al doppio strato di mele

Come promesso in un precedente post, durante questo inverno preparerò diversi dolci con le mele.
Questa esigenza nasce un pò dal fatto che mio marito ama i dolci umidi, e in particolar modo i dolci realizzati con le mele, e un pò perché nell'arco della settimana metto via un bel pò di mele.
Sì, avete letto bene, le metto proprio da parte!
In pratica, quando sono al lavoro pranzo spesso a mensa (ahimè) e il frutto di fine pasto è quasi sempre la mela.
Siccome sono stata abituata a non mangiare frutta subito dopo pranzo, la metto in un tovagliolo di carta e la porto con me a casa.
A fine settimana mi ritrovo con un bel pò di mele e siccome a casa mia è d'obbligo accendere il forno alla domenica, ecco che sto sperimentando diversi dolci con le mele.
Quella che vi presento oggi è una torta che prevede tre strati di impasto intervallati da ben due strati di mele tagliate a fettine.
La consistenza finale del dole sarà soffice ed umida.

Ingredienti:
150g di burro morbido
150g di zucchero
500g di mele
3 uova
la scorza grattugiata di un limone + il suo succo
200g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di estratto di vaniglia (o i semi di mezza bacca di vaniglia)
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio generoso di marmellata di arance
2 cucchiai di acqua
zucchero a velo q.b.

Procedimento:
per prima cosa, sbucciare le mele, tagliarle a metà e poi a fettine molto sottili ed irrorarle con il succo di limone.
Lavorare a crema il burro con lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e la vaniglia usando uno sbattitore elettrico.
Incorporare un uovo alla volta, aspettando che si amalgami perfettamente prima di aggiungere il successivo.
Unire in due fasi la farina setacciata con il lievito e mescolare con lo sbattitore a bassa velocità, alternandola con il latte.
Stendere qualche cucchiaiata di impasto in una teglia circolare di 22cm di diametro, imburrata ed infarinata, posizionarci sopra le fettine di mela disposte a raggiera e coprirle con qualche altra cucchiaiata di impasto. Disporre il secondo strato di mele e coprire con l'impasto rimanente.
Cuocere in forno preriscaldato a 170gradi per 45 minuti circa.
Nel frattempo, scaldare in un pentolino la marmellata con l'acqua.
A cottura ultimata, dopo aver sformato la torta, spennellare sulla sua superficie lo sciroppo di marmellata e cospargere di zucchero a velo.

ENGLISH:
As promised in a previous post, during this winter I will prepare several desserts with apples.
This need arises a bit from the fact that my husband loves wet desserts, and especially the desserts made with apples, and a little because in the arc of the week I put away a lot of apples.
Yes, you read that right, I put them aside!
In practice, when I'm at work I often eat lunch at the table (alas) and the fruit at the end of the meal is almost always the apple.
Since I have been used to not eating fruit immediately after lunch, I put it in a paper napkin and take it home with me.
At the end of the week I find myself with a lot of apples and since in my house it is a must to light the oven on Sundays, here I am experimenting different desserts with apples.
What I present today is a cake with three layers of dough interspersed with two layers of sliced ​​apples.
The final consistency of the dole will be soft and humid.

Ingredients:
150g of soft butter
150g of sugar
500g of apples
3 eggs
the grated rind of a lemon + its juice
200g of 00 flour
1 sachet of baking powder
1 tablespoon vanilla extract (or half vanilla bean seeds)
3 tablespoons of milk
1 generous spoon of orange marmalade
2 tablespoons of water
icing sugar q.b.

Method:
first, peel the apples, cut them in half and then into very thin slices and sprinkle with lemon juice.
Cream the butter with the sugar, the grated lemon peel and the vanilla using an electric mixer.
Incorporate one egg at a time, waiting for it to blend perfectly before adding the next one.
Combine the sifted flour with the baking powder in two stages and mix with the mixer at low speed, alternating with the milk.
Spread a few spoonfuls of dough in a circular pan of 22cm in diameter, buttered and floured, place on top of the slices of apple arranged in a radial pattern and cover with a few more spoonfuls of dough. Arrange the second layer of apples and cover with the remaining dough.
Bake in preheated oven at 170 degrees for about 45 minutes.
Meanwhile, heat the jam with water in a saucepan.
When cooked, after turning out the cake, brush the jam syrup on its surface and sprinkle with icing sugar




domenica 28 ottobre 2018

Orecchiette con funghi porcini e salsiccia


Qualche sera fa mi sono imbattuta casualmente in un film: Julie and Julia.
In passato mi era capitato di vederne qualche scena e non capivo come mai si passasse improvvisamente da un'ambientazione stile anni '50 ai tempi moderni.
L'altra sera, ho visto il film dall'inizio e tutto mi è stato più chiaro.
Julie è una ragazza americana di 29 anni, scrittrice mancata, insoddisfatta del suo lavoro al call center dedicato ai parenti delle vittime dell'attentato alle torri gemelle.
Nel 2002 Julie decide di unire le sue due più grandi passioni, la scrittura e la cucina, aprendo un blog in cui raccontare 524 ricette tratte dal libro di Julia Child Mastering the Art of French Cookingdandosi il tempo limite di 365 giorni per realizzarle.
Inizialmente però il suo blog è seguito solo da sua madre e dai suoi amici.
In seguito, la costanza e la tenacia di Julie vengono premiati e la blogger viene contattata dal New York Times per un articolo.
Da quel momento in poi il blog di Julie diventa un successo e le viene chiesto di scrivere un libro, libro dal quale è poi stato tratto il film.
Non ho trovato molto in rete su Julie, non so cosa faccia adesso e se abbia ancora un blog, so solo che il suo primo libro, edito nel  2005, è stato un successo e che ne è seguito un altro nel 2009.

Vi racconto tutto questo perché questa storia mi ha fatto riflettere.
Nel 2002 io mai e poi mai avrei pensato di aprire un blog, il mio primo blog l'ho aperto nel 2010 e "I dolci di Grazia" nel 2015. 
Nel 2002 non avevo un computer e neanche internet a casa; sul telefono cellulare, con display in bianco e nero, avevo un contratto che mi consentiva di scaricare giusto qualche giochino (rigorosamente a pagamento).
Da qui, una mia personalissima considerazione: spesso ci lamentiamo per come ci vanno le cose, ma siamo i primi a non far nulla per far sì che le cose cambino.
Julie, invece, ha preso la decisione di dedicarsi con impegno e costanza ad un progetto, mettendo a rischio anche il rapporto con suo marito, il tutto in un momento in cui aveva un lavoro a tempo pieno e stava anche affrontando un trasloco
Con grande coraggio apre il suo blog nel 2002 (ma dico, nel 2002, quanti sapevano cosa fosse un blog nel 2002? Io di certo no!), non con la pretesa di diventare ricca e famosa ma per sfuggire alla noia. 
Il suo progetto, avveniristico sotto ogni punto di vista, si è rivelato un successo e su di lei hanno fatto un film con attori del calibro di Meryl Streep.
Oggi potremmo definire Julie come l'antesignana dei blogger di cucina.
Lei è arrivata prima di tutti gli altri, prima anche dei nostri esempi locali come "Giallo Zafferano" e "Coockaround".
Tutto parte da una ragazza infelice ed annoiata che ha un'idea geniale.

Ecco, queste sono le storie che bisognerebbe raccontare.
Oggi spesso i giovani si lamentano di non trovare lavoro, ma bisognerebbe far capire loro che, se è pur vero che l'impiego fisso non esiste più, il lavoro è spesso già dentro ognuno di noi, bisogna solo armarsi di coraggio ed inventiva e darsi da fare.
Aprire un blog di cucina nel 2018, come ha fatto Julie nel 2002, non sarebbe certo una gran bella idea, il mercato è saturo in questo settore, ma ci sono tanti altri settori ancora da esplorare, soprattutto nel web, che potrebbero consentire alle nuove generazioni di inventarsi un lavoro ben remunerato.

Per quanto mi riguarda, non ho grandi aspettative legate al mio blog, ho già la fortuna di avere un lavoro che mi consente di provvedere ai bisogni della mia famiglia; sono qui perché mi piace condividere con tutti voi le mie preparazioni e mi piace pensare che un domani (spero lontano), quando io non ci sarò più e le mie figlie vorranno ritrovare i sapori della cucina della mamma, sapranno dove andare a cercare le ricette della loro infanzia.

Dopo questo lungo articolo, passerei alla ricetta di oggi: orecchiette con funghi porcini e salsiccia.
Non è una ricetta originalissima, ce ne sono tante versioni in rete, questa è semplicemente la mia versione.

Ingredienti per 4 persone:
300g di funghi porcini 
3 salsicce di maiale (circa 350g)
320g di orecchiette
1/2 cipolla
vino bianco secco q.b. per sfumare
100g di passata di pomodoro
olio evo q.b.
sale, pepe, prezzemolo q.b.
parmigiano reggiano q.b. (facoltativo)

Procedimento:
in una padella antiaderente grande versare l'olio (lo lo metto ad occhio, ma saranno circa 25/30g) e soffriggere la cipolla tagliata a fette (o, se si preferise, a dadini) insieme con la salsiccia spellata e sminuzzata, per qualche minuto, facendo attenzione a non bruciare la cipolla, e quindi sfumare con il vino bianco secco (io metto circa un bicchiere).
Appena il vino si sarà assorbito, aggiungere i funghi (che rilasciano un pò d'acqua) e cuocere per un paio di minuti. A questo punto aggiungere la passata di pomodoro ed aggiustare di sale. 
Aggiungere una spolverata di pepe.
Cuocere a fuoco basso per una quindicina di minuti.
Nel frattempo far bollire le orecchiette in acqua bollente salata e, dopo averle scolate, farle saltare in padella con il condimento per un paio di minuti (aggiungendo un pò d'acqua di cottura della pasta se necessario).
Servire le orecchiette con funghi e salsiccia guarnendole con un pò di prezzemolo e, se gradito, con del parmigiano reggiano.
Nell'immagine qui sotto non c'è il parmigiano, ma vi assicuro che anche con l'aggiunta del parmigiano questo primo è molto buono, anzi, forse lo è ancora di più.




ENGLISH:

A few nights ago I accidentally came across a movie: Julie and Julia. In the past I had seen some scenes and I did not understand why we suddenly passed from a 1950s style to modern times. The other night, I saw the film from the beginning and everything was clearer to me. Julie is a 29-year-old American girl, a missing writer, dissatisfied with her work at the call center dedicated to the relatives of the victims of the twin towers attack. In 2002 Julie decided to combine her two greatest passions, writing and cooking, opening a blog in which 524 recipes from the book of Julia Child Mastering the Art of French Cooking were given, giving herself the 365 day time limit to realize them. Initially, however, his blog is followed only by his mother and his friends. Subsequently, Julie's constancy and tenacity are rewarded and the blogger is contacted by the New York Times for an article. From that moment on, Julie's blog becomes a success and she is asked to write a book, from which the film was then taken. I did not find much on the web about Julie, I do not know what to do now and if she still has a blog, I only know that her first book, published in 2005, was a success and that followed another in 2009. I tell you all this because this story made me think. In 2002 I never ever thought about opening a blog, my first blog I opened it in 2010 and "I dolci di Grazia" in 2015. In 2002 I did not have a computer or even internet at home; on the phone, with a black and white display, I had a contract that allowed me to download just a few games (strictly for a fee). From here, my personal consideration: we often complain about how things go, but we are the first to do nothing to make things change. Julie, on the other hand, made the decision to dedicate herself to a project with commitment and perseverance, putting at risk the relationship with her husband, all at a time when she had a full-time job and was also facing a move With great courage opens his blog in 2002 (but I say, in 2002, how many knew what a blog was in 2002? I certainly not!), Not with the claim to become rich and famous but to escape boredom.
His project, futuristic from every point of view, proved to be a success, and they made a film about her with actors like Meryl Streep.
Today we could define Julie as the forerunner of kitchen bloggers.
She arrived before everyone else, even before our local examples like "Giallo Zafferano" and "Coockaround".
Everything starts from an unhappy and bored girl who has a brilliant idea.

Here, these are the stories that should be told.
Today young people often complain about not finding work, but we should make them understand that, even if it is true that fixed employment no longer exists, work is often already within each of us, we just have to arm ourselves with courage and inventiveness and give ourselves to do.
Opening a kitchen blog in 2018, as Julie did in 2002, would not be a great idea, the market is saturated in this sector, but there are many other sectors still to be explored, especially on the web, which could allow new generations to invent a well-paid job.

As for me, I do not have high expectations related to my blog, I'm lucky enough to have a job that allows me to provide for the needs of my family; I'm here because I like to share my preparations with all of you and I like to think that tomorrow (I hope far), when I will not be there anymore and my daughters will want to rediscover the flavors of my mother's kitchen, they'll know where to look for recipes of their childhood.

After this long article, I would go to today's recipe: orecchiette with porcini mushrooms and sausage.
It is not a very original recipe, there are many versions on the net, this is simply my version.


Ingredients for 4 people:
300g of porcini mushrooms
3 pork sausages (about 350g)
320g of orecchiette
1/2 onion
dry white wine q.b. to fade
100g of tomato sauce
evo oil q.b.
salt, pepper, parsley q.b.
parmigiano reggiano q.b. (optional)

Method:
in a large non-stick pan pour the oil (I'll put in the eye, but it will be about 25/30g) and fry the onion cut into slices (or, if you prefer, diced) together with the peeled and chopped sausage, After a few minutes, being careful not to burn the onion, blend with the dry white wine (I put about a glass).
As soon as the wine has absorbed, add the mushtooms (which will release a little water) and cook for a couple of minutes, them add the tomato sauce, add salt and add a sprinkling of pepper.
Cook over low heat for about fifteen minutes.
In the meantime boil the orecchiette in boiling salted water and, after draining it, sautè in the pan for a couple of minutes (adding a little water to cook the pasta if necessary).
Serve the orecchiette with mushrooms and sausage, garnish with a little parsley and, if you like, sprinkle with parmesan cheese.
In the picture below there is no parmesan, but I assure you that even with the parmesan this first is very good, indeed, maybe it is even more.